venerdì 16 febbraio 2018

Auguri, cara.

Auguri, cara. Non sto qui a dire quanto sia grande ed incommensurabile questo amore: forse non mi sono mai soffermato (volutamente) a dargli una misura, perché onestamente tutto ciò che non è misurabile mi incute un certo timore, sarà deformazione professionale. Ci si lascia prendere (anzi, travolgere) dagli impegni e dal lavoro, per tenere su "la baracca" e si perde di vista il bene più prezioso che c'è: l'amore. E allora al diavolo tutto e stringiamoci attorno a questo amore, che non è a quattro mani (già da tempo), ma a otto mani. E che miracolosamente dà sempre frutti buoni. Auguri, cara!

lunedì 4 settembre 2017

Facciamoceli (gli auguri)

Come può essere la vita coniugale a ventuno anni dal matrimonio? Posso dire che ci siamo arrivati indenni (tre volte sette, dunque la crisi del settimo anno l'abbiamo passata almeno tre volte...), passati velocemente e desiderando sempre il bene reciproco, il meglio per i ragazzi, con tanti progetti ancora da realizzare: consigliabile, a chi è ben motivato e dotato di un pizzico di pazzia. Tanti auguri a noi!


Ai curiosi cui interessa sapere/vedere come eravamo quella mattina di ventuno anni fa, seguire codesto link ;-)

martedì 13 giugno 2017

Amministrativamente donna: si può.

C'è un vincitore vero della tornata elettorale appena conclusa (conclusasi già al primo turno, per noialtri della fascia 5-15mila) anzi una vincitrice, ed è la rappresentanza di genere: mai così tante donne in un'assemblea consiliare della Città dei Trulli. Dopo aver toccato le 5 presenze (su 20 consiglieri) con la consiliatura De Luca 2007-2012, il consiglio che si insedia a breve conta ben 7 consigliere su 16 (ma si può dire "consigliera"? sì, la Crusca approva). Tutto in linea con le statistiche nazionali, ma è una vittoria parziale, perchè se è stata necessaria una legge ad-hoc, la Legge 215/2012, vuol dire tanto: significa che in Italia abbiamo ancora tanto da pedalare per raggiungere le democrazie nordeuropee. Gioiamo per il risultato, auguriamo un buon lavoro alle consigliere di maggioranza ed opposizione, con l'esortazione che facciano sentire bene il loro peso e non siano solo elementi numerici, e che con loro si pervenga alle decisioni importanti per la comunità con maggiore ponderatezza rispetto al passato recente.



domenica 21 maggio 2017


Sentire la necessità di cambiare, di non rimanere uguali a se stessi, ma sentirlo da dentro, non come una imposizione dei tempi, non perchè è la moda del momento. Insieme a questo magari aprire gli occhi e guardarsi intorno per scrutare uno ad uno gli "amici" e scoprire, sgomenti, che non sono tali, che si servono di te e delle tue risorse per propri interessi, per consenso personale o questioni di budget. Passare da uno "ieri" fatto di yes-man ad un "oggi" di telefoni lasciati squillare per dedicarsi a se stessi ed alle proprie passioni.



sabato 31 dicembre 2016

S. Silvestro (again...).

Uelà gente, siamo ancora vivi, ad un anno di distanza dall'ultimo post! Perchè è meglio girarla a black-humor visto le numerose dipartite VIP del 2016, ahimè.
Un anno intenso e di svolta per certi versi, ci sarebbe tanto da dire... invece nulla: un grosso abbraccio a tutti e buon 2017!

giovedì 31 dicembre 2015

S. Silvestro arriva sempre puntuale (ma avrei preferito Gatto Silvestro).

Comincio a detestare questo giorno dell'anno. Sarà da quando ho preso l'abitudine di fare statistiche coi fatturati, oppure da quando mi accorgo che in realtà tutta 'sta tensione dell'ultimo dell'anno col suo carico di buoni propositi, veglioni e cotillons, conduce ad un giorno dopo uguale a quello precedente (ma va?) e per di più sbaglio a digitare correttamente l'anno per diverse settimane: insomma mi piacerebbe saltare direttamente dal 30 dicembre al 2 gennaio.
Qualcosa di cui andare fiero di questo 2015? Sicuramente la mia famiglia, coi miei ragazzini, Martino e Cosmo, che per vie diverse ogni giorno mi fanno scoprire cose nuove e mi costringono a gioire per ogni giorno in più sulla terra. E poi mia moglie Maria Grazia, che non ringrazierò mai abbastanza per la vicinanza ed il consiglio nei momenti bui, così come l'arguzia e l'acume delle sue osservazioni quotidiane: persona rara (strano a dirlo qui, a quasi vent'anni di matrimonio...). Poi ancora, il bel viaggio nella memoria a Torino, di cui ho già scritto. Infine abbiamo avviato il cantiere della ristrutturazione delle facciate esterne della casa, opera di una certa entità (praticamente 3 lati su 4 della casa sono tutto un ponteggio...), quattro imprese coinvolte, rimandata di anno in anno e non più derogabile.
Qualcosa per cui vorrei dimenticare il 2015? Anzitutto l'incidente di Cosmo, durante l'ora di educazione fisica, certo non grave (microfrattura alla rotula) ma che lo ha costretto a venti giorni di gesso ed altrettanti di riabilitazione, dal quale si sta riprendendo tuttora.
Poi voglio dimenticare il brutto incidente occorso al mio amico e collega Vito, ben più grave, che lo ha costretto a mesi di degenza e riabilitazione e che solo da pochi giorni ho potuto riabbracciare alla sua abituale postazione Cad: forza Vito, sei sempre lo stesso!
Infine il caso di un inutile centro polivalente in corso di costruzione nella mia Alberobello, in piena buffer-zone a tutela Unesco, nell'area dell'ex-Mercato Coperto, partorito da chissà quale notte insonne di chissà quale collega costretto da chissà quali gruppi di interessi e che ha costretto a sua volta una piccola e tranquilla cittadina all'indignazione collettiva, passata dal sogno della fiaba delle casette a punta e gli abitanti puffi al risveglio nella democrazia apparente. Vicenda nella quale si consuma il perfetto cortocircuito politico-affaristico all'italiana in sei punti: 1) c'è un bando di finanziamento; 2) si confeziona un progetto ad hoc che fa tanto utilità sociale, da cantierizzare a tutti i costi prima che scada il finanziamento; 3) la classe politica coglie l'occasione per elevare i consensi con sfoggio di pragmatismo e promesse occupazionali; 4) l'opinione pubblica, tenuta all'oscuro di tutto, si sveglia una mattina al suono delle ruspe che demoliscono il vecchio mercato e scopre il progetto di un nuovo immobile, peggiore del vecchio e di dubbia utilità, ed insorge; 5) un Comitato cittadino di difesa e tutela accede agli atti, alcuni sono raffazzonati, alcuni fuori norma, alcuni del tutto mancanti, partono gli esposti pubblici e la danza dei chiarimenti e delle integrazioni tra Amministrazione/UTC/Impresa e Ministeri ed Autorità anticorruzione; 6) la magistratura (di solito comunista) vuole vederci chiaro e blocca i lavori sequestrando il cantiere, inchiesta, complottismo, campagna mediatica, ecc... Storie già viste, decine e decine di volte in Italia, sulla testa di cittadini onesti e paganti, come sempre e più di prima.
Odio il giorno di S. Silvestro, perchè mi costringe a fare i bilanci (ma sono della Vergine...). Meglio che ti mando a fanxulo da subito, anno nuovo: così, preventivamente, aggratis (come certe bombe intelligenti di certi esportatori di democrazia), chissà che stavolta l'augurio funzioni meglio.

 
Alberobello: la magia delle luci dell'Alberobello Light Festival

mercoledì 21 ottobre 2015

The Future...

Dicono che oggi, 21 ottobre 2015, inizia il futuro. Perchè nella finzione cinematografica, quel mondo dorato in cui ci rifugiamo sia nei tempi di magra che nelle vacche grasse, il Marty McFly del 1985 viene proiettato con la DeLorean DMC-12 lanciata a 88 miglia orarie dallo scienziato Emmeth "Doc" Brown, esattamente a questa data. E noialtri abbiamo aspettato pazientemente questa data per (non) vedere i microonde sfornapizza magici, le pubblicità ad ologramma e, soprattutto, i monopattino a levitazione. A me l'idea giornalistica che il futuro inizi oggi piace, anche parecchio. Un pò perchè ho sempre sostenuto che viviamo in un'era paleo-tecnologica, un pò perchè sono già diversi anni che i segnali affinchè possiamo essere prossimi ad una vera svolta ci sono tutti. E sia: da oggi inizia il futuro. Bene, benissimo. E ora che si fa?! Nulla, da domani tutto uguale a ieri. In questi giorni sto leggendo "Makers" di Chris Anderson (ex-direttore di Wired), un regalo di compleanno molto gradito. Al netto delle americanità fatte di nerds che dal nulla creano fabbrichette e fanno fortuna, mi piace l'analisi che si fa riguardo il nuovo artigianato digitale, una vera svolta epocale fatta di una combinazione di fattori e di portata paragonabile alla rivoluzione industriale del XIX sec. Vi si traccia quello che molto probabilmente vedremo nei prossimi 10 anni: il passaggio dalla produzione di massa dei beni di consumo basata su economie di scala e manodopera a basso costo ad una produzione fatta di una miriade di microfabbriche ad alta tecnologia e “open-source”, forti della potenza del sapere condiviso offerto dalla rete. Un leggero buonumore mi ha preso da quando leggendo queste pagine le ho viste coincidere con la personale ricerca che ho avviato circa due anni fa, attorno al tema del 3D-printing e che mi ha portato in giro per l’Italia a conoscere persone con idee interessanti e a loro modo rivoluzionarie: Enrico Dini, Massimo Moretti, Paolo Magni, ad esempio. E’ poco, ma almeno non è il nulla, cui la categoria dei liberi professionisti come me è condannata a convergere, azzerata dalla furia burocrate delle inutili leggi. E che c’entra la saga di “Ritorno al Futuro” in tutto ciò? Se il mondo avesse un pò più di fantasia, se credesse più nella ricerca scientifica e nella forza delle parole oggi, a distanza di trent’anni da quel 1985, avremmo davvero le auto a levitazione e non avremmo perso tempo a farci le guerre per due gocce di petrolio in più e a trovare nuovi modi per consumarlo.