domenica 3 aprile 2011

Quindici anni fa pioveva a dirotto, molti dei miei appuntamenti memorabili della vita sono stati firmati dalla pioggia: il giorno del matrimonio, la nascita di mio figlio primogenito, la laurea, … Ecco, esattamente quindici anni fa completavo i miei studi in ingegneria elettrica, non ringrazierò mai abbastanza i miei per il sostegno economico e morale. E poi? Cosa dire dei primi 15 anni da laureato? Mah, sicuramente un sacco di cose nuove da imparare, a partire dal giorno dopo, cose che il Politecnico non ti dirà mai, l'esperienza dei cantieri, le file per uffici, le porte chiuse e le porte aperte, le cose che i colleghi più navigati mai ti dicono e che devi scoprire da solo a tue spese, l'imbarazzo di sentirti chiamare "ingegnè" da operai coi capelli grigi, le piccole grandi gratificazioni. Ho un aneddoto: in uno dei miei pochi incarichi nel settore dei lavori pubblici ho progettato e realizzato un ampliamento di impianto per pubblica illuminazione, per alcune vie della mia città. C'era da illuminare una strada senza uscita, i fondi permettevano di coprire solo l'80% della sua lunghezza, rimanevano scarsamente illuminate le ultime 2 case. Mi dissi che era sempre meglio che niente, ma il vecchietto dell'ultimo trullo mi pregò di fare di tutto per proporre una variante in corso d'opera per illuminare meglio la sua casa. Non era facile, ma il dirigente, un anziano ingegnere capo burbero ma dal buon cuore, mi diede una dritta, riuscimmo nell'intento. A lavori conclusi il vecchietto mi accolse in casa sua e mi fece un regalo: era una moneta sovietica, da 5 rubli, presa direttamente da Mosca durante l'unica gita della sua vita all'estero, per lui veterocomunista doveva significare tanto. Ce l'ho ancora sulla mia scrivania, in ricordo del signor Martino che oggi non c'è più.
Non sono diventato un ricco libero professionista, ma qualcosa l'ho fatta: ho realizzato lo studio che desideravo, ancora qualche mese di rata di mutuo da estinguere, tutte le tasse pagate fino all'ultimo centesimo e mi piace ancora il mio lavoro, il che è tanto di questi tempi!

3 commenti:

colorisonori ha detto...

Congratulazioni ingegnè!

utente anonimo ha detto...

Almeno ti chiamano ingegnè, a me, quando va bene, "architetto", altrimenti "signora" e tanto mi deve bastare...

nonhotempo ha detto...

Ma ho scritto io il commento qui sopra? No perché se non è mio lo sottoscrivo con convinzione ;)
A me il mio lavoro non piace più da tanto tempo, sei un uomo fortunato!